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Citta' di Avezzano - Info Avezzano Dei Marsi BB - Bed and Breakfast Casina Dei Marsi Avezzano Marsica come albergo od hotel

Citta
Le origini di Avezzano Da fonte Wiki Pedia Il nome di Avezzano compare per la prima volta nella storia, nel 854 d.C. nel Cronicon del cardinale Leone Marsicano, allorché viene citata la chiesa di S. Salvatore. È citata poi in un diploma di Berengario II del 953, sui possedimenti del monastero di Barreggio. Altri documenti hanno evidenziato che Avezzano come vico esisteva agli inizi del Medioevo: in una lapide scoperta in zona si evince chiaramente che nel 1156 Avezzano era cinta di mura e che signore della città, nel 1181, era Gentile di Paleara, Conte di Manoppello. Il Medioevo La battaglia di Tagliacozzo, detta anche battaglia di Scurcola Marsicana o dei Piani Palentini, fu combattuta il 23 agosto 1268 dai sostenitori di Corradino di Svevia contro le truppe angioine di Carlo I. La vittoria di Carlo determinò la distruzione di Alba Fucens i cui abitanti avevano incautamente tifato a favore di Corradino dalle mura della loro città, come narra Buccio di Ranallo. Negli stessi giorni avvenne per opera di Carlo la distruzione di Pietraquaria per probabili analoghi motivi. Spopolatasi Pietraquaria che aveva tre chiese: S. Maria di Pietraquaria, San Pietro e San Giovanni, gli abitanti scesero ad Avezzano in piazza Pantano (Largo San Bartolomeo) andando a raddoppiare il numero degli abitanti, arrivando a 1.200 - 1.400 individui. Altra testimonianza storica: nel 1268, dopo la vittoria di Carlo D'Angiò su Corradino di Svevia, Avezzano viene elevata a centro di contado, anche se per motivi inspiegabili, continuò ad essere definita 'Contado di Albe'. Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento ha termine il processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti Perata, Scimino, Pennerina, Fonte Muscino, Fonte Gagliano, Casole, Vicenna, San Callisto, Cerrito, Vico, Arrio, Le Fratte, confluire ad Avezzano in piazza Pantano. La città fu feudo dei Conti dei Marsi, dei Normanni e per diverso tempo degli Svevi. Nel 1331 Avezzano fu saccheggiata e distrutta da Francesco Del Balzo, Duca di Andria, poiché gli avezzanesi avevano parteggiato apertamente in favore di Filippo, principe di Taranto, genero ma nemico del Duca Francesco. In una pergamena del 1371 si ha invece notizia di una sentenza con la quale la Regina di Napoli, Giovanna D'Angiò, sposata con il Re d'Ungheria, dava franchigia e l'immunità popolare, con soggezione solo al Re, ad un avezzanese, mentre in un'altra pergamena, scritta in latino e risalente al 1441, vengono messi a nudo usi e costumi dell'epoca, le strade, le contrade, le voci, i vocaboli e financo i motivi di una vertenza sorta tra luchesi ed avezzanesi in ordine al possesso del territorio 'La Penna' edificata dai romani durante le operazioni di bonifica del Fucino. La città si ampliò attorno alla vecchia rocca dei Paleara al tempo degli Orsini, che nel 1490 vi eressero un castello, ma in particolare si sviluppò nel tardo Seicento, dopo l'elevazione a capoluogo di distretto comprendendo gran parte dei centri della Marsica. [modifica] 1875: Il Prosciugamento del Lago Fucino Ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, nel 1875 fu interamente prosciugato il terzo lago d'Italia per estensione. L'opera ancora oggi considerata colossale, seconda solo alla diga di Assuan richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici. Per i calcoli ed il progetto di prosciugamento idrico, il Torlonia si avvalse della collaborazione degli ingegneri Brisse e Afan de Rivera. Il Fucino che aveva una superficie di 14.775 ettari ed una profondità massima nel bacinetto di metri 30, defluì lentamente, riversato nel fiume Liri attraverso i cunicoli dell'imperatore Claudio a cui Torlonia aggiunse altri canali e sfiatatoi, attualmente funzionanti. Liberata l'area dalle acque sorse così la Piana del Fucino, una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole. Il Torlonia, elevato a titolo nobiliare di Principe dal Re d'Italia per il prosciugamento del Fucino, e proprietario delle terre per 99 anni, invitò dalle Marche e dalla Puglia mezzadri ed agricoltori a cui vennero affidati gli appezzamenti. Con la Riforma agraria gli stessi mezzadri e braccianti marsicani divennero negli anni cinquanta proprietari delle terre. L'economia di Avezzano già in fase di decollo per i servizi locali e la coltivazione di frutta, ebbe una forte impennata con le coltivazioni di ortaggi, carote, patate e barbabietole e con l'indotto venutosi a creare. [modifica] Il terremoto del 13 gennaio 1915 Per approfondire, vedi la voce Terremoto di Avezzano. Il terremoto di Avezzano fu un evento sismico di indicibile gravità, avvenuto il 13 gennaio 1915. Colpì l'intera area della Marsica, nell'interno abruzzese. Il sisma del 1915 ancora oggi per danni e numero di vittime è classificato come il secondo terremoto in Italia: causò più di 30.000 vittime di cui 9.328 ad Avezzano, su un totale di 120.000 persone residenti nelle aree disastrate. Alle ore 07:48 esplose nella sua violenza distruttrice, raggiungendo l'undicesimo grado della scala Mercalli e nei successivi mesi con circa 1000 repliche. La scossa iniziale fu avvertita in tutta l'Italia centrale, con energia liberata pari o superiore al VII grado della Scala Richter. Avezzano venne completamente rasa al suolo, le vittime furono 9328 su un totale di 15.000 abitanti. I pochissimi sopravvissuti (in gran parte feriti) rimasero senza tetto poiché tutti gli edifici crollarono su se stessi tranne il villino Palazzi in via della Stazione, al quale è stata applicata una targa commemorativa. Il terremoto isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata solamente nel tardo pomeriggio; i soccorsi, partiti la sera del 13 arrivarono il giorno dopo a causa dell'impraticabilità delle strade causata da frane e macerie. Più di 9000 uomini, fra militari, enti e civili tra cui la Croce Rossa Italiana, i Bersaglieri e i volontari Scouts del CNGEI, vennero impegnati per i soccorsi, i trasporti dei feriti agli ospedali e la distribuzione dei viveri. A coloro che si distinsero maggiormente fra i soccorritori, venne riconosciuta una medaglia di benemerenza. L'evento sismico mise in evidenza l'impreparazione dello Stato dinanzi ad eventi di tale gravità. Erminio Sipari, deputato del collegio di Pescina, portò la protesta di quelle vittime che probabilmente si sarebbero potute salvare se i soccorsi fossero stati più tempestivi. Particolare menzione merita il cittadino Camillo Corradini a cui con riconoscenza Amministrazione Comunale e la cittadinanza hanno dedicato la principale strada della città. Liberale crociano, negli anni della ricostruzione post terremoto fu Ministro della Pubblica Istruzione, all'epoca anche con ruolo di Lavori Pubblici. Grazie all'impegno di Corradini, notevoli fondi furono spostati sulle opere pubbliche della città che in breve tempo fu ricostruita. Altra menzione merita Don Luigi Orione ora santo, che giunse tempestivamente dopo il sisma ed instancabilmente si prodigò per gli orfani avezzanesi, creando in città l'Istituto Don Orione, attualmente in via Corradini. Il terremoto del 1915 interessò un settore della catena appenninica fino ad allora caratterizzato da una sismicità poco documentata. Come per tutti gli altri terremoti della zona, precedenti e successivi, la causa fu lo slittamento di un'importante faglia. Avezzano era una cittadina di circa quindicimila abitanti; il prosciugamento del lago Fucino faceva sentire i primi influssi sull'economia dell'area, nell'agricoltura e nel settore terziario. La scossa in pochi istanti distrusse il vecchio centro e provocò la morte di circa 9.238 persone; i danni agli edifici furono così gravi da consentire il recupero solo di poche abitazioni. Avezzano perse i suoi monumenti importanti: il Castello Orsini, la Colleggiata di S. Bartolomeo, il Palazzo Torlonia, il Teatro Ruggeri, il municipio e negli anni che seguirono subì, come tutta la regione, un ulteriore forte calo demografico. Una delle cause fu la guerra che impegnò le risorse nazionali per lungo tempo determinando la scarsità di materiali e di manodopera. Dopo una breve ripresa negli anni venti, la ricostruzione si fermò di nuovo a causa di una crisi economica. Alcune casette antisismiche post terremoto sono state trasformate oggi in stalle o rifugi e insieme ai pochi ruderi ancora visibili del terremoto, rappresentano la memoria storica e tangibile dell'evento. [modifica] Prima guerra mondiale: il Concentramento Austriaco Alcuni giovani avezzanesi ebbero salva la vita dal terremoto perché il 13 gennaio mattina si trovavano in stazione in attesa del treno per recarsi alla visita di leva militare. Nonostante la possibilità di essere esonerati dal servizio in guerra, gli avezzanesi vollero comunque partecipare come soldati dell'esercito alla Prima guerra mondiale. Dato il vuoto generazionale generatosi, il Governo Italiano, decise di istituire un campo di lavoro per prigionieri austriaci ad Avezzano nel quartiere che poi prese nome di 'Concentramento'. Grazie al lavoro continuo dei prigionieri austriaci che furono impiegati per lavori di opere pubbliche finalizzati a ricostruire la nuova Avezzano, la città rinacque. Tra le opere realizzate da questa comunità vanno ricordate: il rimboschimento della Pineta del monte Salviano, i servizi viari cittadini e varie costruzioni architettoniche. Da menzionare la casa-comando in legno del campo di Concentramento, sita dietro l'attuale chiesa di Madonna del Passo. Fin dalla istituzione del campo di concentramento era presente alla base del monte Salviano (oggi via Piana) anche il cimitero dedicato esclusivamente agli austriaci deceduti durante la prigionia. A seguito dell'espansione edilizia della città oltre la Chiusa Resta e il continuo protrarsi dell'incuria delle istituzione nel 2007 si è proceduto alla riesumazione dei resti e con cerimonia ufficiale alla restituzione alle autorità austriache delle spoglie. [modifica] Il Castello Orsini - Colonna Per approfondire, vedi la voce Castello Orsini-Colonna. [modifica] Avezzano oggi Nonostante il disastro del terremoto e i bombardamenti del 1944 durante la Seconda guerra mondiale che distrussero la città per la seconda volta e che le fecero meritare il riconoscimento della Medaglia d'argento al merito civile, Avezzano si riprese raggiungendo in pochissimi anni un incremento demografico straordinario e un posto di rilievo nei settori produttivi. Oggi, grazie alla sua evoluzione, Avezzano è una città in piena ascesa, tra le più dinamiche dell'Abruzzo. Ha valorizzato le risorse locali, potenziato l'imprenditoria agricola e incrementato il tessuto economico e industriale, creando il Nucleo Industriale e favorendo l'insediamento di importanti industrie che hanno determinato una trasformazione della vita sotto il profilo sociale, culturale, economico e turistico. Ha potenziato la Cultura con la nascita della Sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato, gli scavi archeologici presso l'ex Colleggiata di S. Bartolomeo e rendendo operativo il Teatro dei Marsi, di riferimento per un bacino di 120.000 utenti marsicani. La prevista nuova Biblioteca Comunale nella nuova sede in via Garibaldi verrà destinata ad altro scopo a causa del peso che avrebbe determinato la mole dei volumi. La città ha subito danni insignificanti dal Terremoto dell'Aquila del 2009. Le accelerazioni al suolo, misurate da un accelerometro presso il castello di Avezzano, sono state di circa 69-70 cm/s2, un valore dieci volte inferiore rispetto alle accelerazioni misurate nell'Aquilano. [modifica] Urbanistica e Beni Culturali Urbanisticamente ed architettonicamente Avezzano risulta una città del Novecento, ricostruita dopo il terremoto del 1915. Numerosi elementi lapidei furono recuperati dalle macerie del sisma e testimoniano la plurimillenaria storia della città, menzionata la prima volta nell'anno 854 D.C. [modifica] Urbanistica: Avezzano Città Balneare La città fu ricostruita con il Piano Regolatore del 1918 firmato dall'ingegnere Sebastiano Bultrini. Ispirata urbanisticamente a Roma, Avezzano presenta due punti generatori presi dalla Città Eterna: Piazza della Stazione da cui parte il tridente via Montello, via Garibaldi, Corso della Libertà, ispirata a Piazza del Popolo e Piazza Castello da cui parte una raggera di strade, ispirata a Piazza Re di Roma. L'urbanistica definita 'balneare' da architetti ed urbanisti è insolita nell'Abruzzo interno. A struttura regolare, con strade frequentemente incrociate in angoli retti, Avezzano presenta un sistema viario dotato di marciapiedi larghi ed alberati. Le strade sono dimorate di piante di Ippocastani. [modifica] Architettura Religiosa La Cattedrale dei Marsi dedicata al Protettore di Avezzano San Bartolomeo, progettata dall'autore del Piano Regolatore, l'ing. Sebastiano Bultrini presenta una facciata neorinascimentale. Bombardata dagli Alleati nel 1944 fu salvata dall'esplosione di una bomba dal giovanissimo Ennio Piccone che coraggiosamente entrò nella chiesa, sfilò la spoletta e la disinnescò. Il santuario della Madonna di Pietraquaria, sul Monte Salviano, devotamente ricostruita dal popolo avezzanese agli inizi dell'Ottocento su una base del Duecento. San Giovanni Decollato, di originaria costruzione trecentesca, ricostruito negli anni trenta del Novecento dall'ing. Loreto Orlandi con un pregevole portale laterale, proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico; La moderna chiesa di San Rocco, progettata dall'architetto Giuseppe Zander. La chiesa di Madonna del Passo nel quartiere di Borgo Pineta. La chiesa della Santissima Trinità in via Garibaldi. La chiesa di San Pio X nel rione Borgo Angizia. La recente chiesa dello Spirito Santo nel quartiere Pulcina. [modifica] Architettura Civile Villa Torlonia con l'adiacente Palazzo Torlonia ed il retrostante parco ARSSA, sede degli uffici dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo, ex Ente Fucino. All'interno del parco il casino di caccia ligneo, opera dell'architetto Giuseppe Valadier. Le villette in stile Liberty situate nel centro della città. Liberty anche l'unico edificio che ha resistito al terremoto del 13 gennaio 1915 situato all'angolo tra via Garibaldi e via Valerii edificato agli inizi del XX secolo. Il Municipio, di architettura ispirata alle ville toscane del Quattrocento, progettato dall'ing. Sebastiano Bultrini. L'ampia e luminosa piazza Risorgimento a pianta rettangolare, dotata di una fontana circolare. Il Tribunale in stile Neoclassico eclettico, progettato dall'architetto Gallo che progettò anche il vicino Palazzo Spina. Il Memorial ai piedi del Monte Salviano, eretto in ricordo delle 9.238 vittime del terremoto del 1915 (opera del pittore e scultore Pasquale Di Fabio. La sede dell'Agenzia Regionale per i Servizi Culturali con auditorium e biblioteca in via Cavalieri di Vittorio veneto, dell'architetto Paolo Portoghesi. Il Teatro dei Marsi, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, inaugurato nel 2006, di ampie dimensioni. [modifica] Quartieri San Rocco da via Montello a Via dei Gladioli e da Via XX Settembre a Via Luigi Sturzo. San Nicola da p.zza Castello sino alla fine di via San Francesco. Il Cupello (da copella) via Garibaldi, dall'incrocio con via XX Settembre a scendere. Pucetta (da focetta), ora Borgo Angizia, quartiere della parrocchia di san Pio X Chiusa Resta, attorno a via America, ex chiusa dei Conti Resta. Il centro, originariamente chiamato contrada Melazzano (o 'le vigne'). Il quartiere detto 'I Frati' tra via Roma e le pendici del Salviano. A nord della Stazione il popoloso quartiere di Borgo Pineta, originariamente chiamato Barbazzano, poi Campo di concentramento della Prima guerra mondiale, ora Borgo Pineta. Ad est di Borgo Pineta il recente quartiere della Pulcina. Scalzagallo, tra il quartiere della Pulcina e la frazione di Castelnuovo, in attuale fase di inurbamento. Piazza Cavour (da via cavour a s.nicola) Sant'Andrea (da p. Cavour a Caruscino) via Napoli (da piazza castello fino ai piedi del monte salviano) Cesolino, situato tra via Roma e l'estremità nord ovest della città [modifica] Archeologia La Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del Salviano; un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6. L'area di scavo archeologico dell'ex Collegiata di San Bartolomeo in via Orazio Mattei; i ritrovamenti della villa romana presso il centro commerciale 'I Marsi' sulla Tiburtina-Valeria ed il vicino complesso archeologico romano di Alba Fucens (Comune di Massa d'Albe). L'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incìle) presso il canale collettore principale ed i Cunicoli di Claudio realizzati per la regolazione idrica del livello del lago Fucino. [modifica] Monumenti Si ricordano i due portali in pietra della chiesa di San Nicola, conservati nel Museo Comunale in Piazza della Repubblica; la facciata e il campanile della chiesa di San Giovanni Battista, con un il portale laterale, proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico; il Museo Lapidario Marsicano costituito di una ricca collezione di reperti lapidei funerari di epoca romana, situato nei sotterranei della sede municipale. Il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna, sito nell'omonima strada; la fontana circolare ottocentesca posta al centro di villa Torlonia, donata dai Principi agli avezzanesi dopo il prosciugamento del lago Fucino. I resti della facciata della Colleggiata di San Bartolomeo in largo S. Bartolomeo, distrutta dal terremoto del 1915, il cui rudere è diventato il simbolo della città. Interessante anche il bronzeo Monumento ai Caduti delle Guerre, precedentemente posto in Piazza Risorgimento, poi in villa Torlonia, realizzato dallo scultore neoellenistico Ermenegildo Luppi. Quasi alla sommità del sentiero di salita al Salviano si incontra la cappellina che conserva la pietra dove all'inizio dell'Ottocento si dice che il cavallo della Madonna incise con un colpo un suo zoccolo. In quell'incontro Maria chiese ad un pastorello sordomuto avezzanese, ridandogli udito e parola, di invitare gli avezzanesi a ricostruire il santuario di Pietraquaria a Lei dedicato. [modifica] Cultura L'attività teatrale ha un ruolo importante nelle attività culturali cittadine. Già nel Sei-Settecento si svolgeva regolarmente nei sotterranei del castello Orsini - Colonna in un piccolo teatro messo a disposizione dai Colonna. Dalla seconda metà dell'Ottocento e fino al terremoto del 1915 gli spettacoli teatrali si svolgevano nel Teatro Ruggeri, in via San Francesco, di fronte alla chiesa di San Giovanni. L'attività teatrale riprese negli anni venti e fino agli anni novanta nel Cinema Teatro Impero in via Garibaldi. Dal 1994 al 2005 l'attività teatrale si è svolta presso il ristrutturato castello Orsini-Colonna. Nel maggio 2006 Il sindaco Antonio Floris ha inaugurato il teatro comunale denominato Teatro dei Marsi in via Cavalieri di Vittorio Veneto, premiato con una targa dall'associazione Italia Nostra - Sezione di Avezzano. Nella struttura di architettura moderna è ripresa a pieno ritmo l'attività teatrale bruscamente interrotta dal terremoto del 1915 e proseguita in sedi temporanee. Tra le compagnie teatrali cittadine di rilevo ricordiamo la compagnia Il Lanciavicchio ed il Teatro dei Colori e l'Associazione Teatrale Amatoriale 'Je Furne de Zefferine' [2]. Il 15 maggio 2009 presso la Scuola Media Vivenza è stato dislocato ed inaugurato il Conservatorio dell'Aquila in Avezzano ma pochi mesi dopo detto Conservatorio è stato in gran fretta riportato a L'Aquila.

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